Il trumpismo spiegato all'altra metà degli USA



Il 9 luglio il podcaster Darryl Cooper (in arte MartyrMade) ha inaspettatamente lanciato uno dei thread più mega-virali dell'anno. Trentacinque cinguettii per spiegare cosa è davvero il vasto mondo dei MAGA e perché i suoi sostenitori non credono più nelle istituzioni americane. La precisione dell'analisi ha colpito diversi giornalisti, che ne hanno rilanciato i tweet. Il conduttore di Fox News Tucker Carlson ha dedicato un blocco di sette minuti al thread e anche l'ex presidente Donald Trump lo ha esplicitamente raccomandato facendo di Cooper un vero e proprio caso mediatico. Il noto giornalista indipendente Glenn Greenwald ha deciso di ospitarlo sul suo blog, chiedendogli di approfondire meglio le sue riflessioni. Ne è nato un lungo (ma importante) articolo che vi proponiamo in traduzione.



Ho lasciato Twitter lo scorso agosto. Lasciato una volta per tutte. A parte i link a due nuovi episodi del mio podcast, ne sono rimasto lontano per otto mesi e non me ne sono affatto pentito. Poi, verso la metà di giugno, mi sono lasciato convincere che l'impegno sui social era parte del lavoro di un podcaster e quindi mi ci sono tuffato di nuovo, promettendo a me stesso che avrei evitato di essere trascinato in politica. Le cose non sono andate come previsto.


La tentazione si è abilmente mascherata da conversazione con la madre di un amico. Era in visita dallo stato di New York e abbiamo avuto modo di parlare mentre il mio amico era in casa a prendersi cura della mia figlioccia. Era una trumpiana irriducibile, di una generazione meno cinica che crede a ciò che sente da fonti di cui si fida. Aveva assillato suo figlio per tutta la settimana con la storia delle elezioni rubate, e lui aveva cercato di distoglierla dalle varie teorie su schede elettorali, camion e macchine per il conteggio hackerate. Mi ha messo alle strette e mi ha posto la domanda: "Pensi che le elezioni siano state legittime?" E così le ho detto la verità: non lo so.


Dopo aver messo a letto la bambina, il mio amico è tornato da noi che eravamo proprio nel mezzo della discussione su ciò che era successo l'anno scorso. La madre, soddisfatta che fossi dalla sua parte, gli ha detto: "Vedi?!? Lui (intendeva me) sa cosa sta succedendo! Non sono pazza. Lui è intelligente e lo sa!" Il mio amico si è preso il volto fra le mani: "Darryl, che cazzo le stai dicendo?"


Quello che le ho detto è stata una versione del thread di Twitter che Tucker Carlson ha letto in onda venerdì sera e che il presidente Trump, usando il mio nome, ha poi esplicitamente promosso nel suo discorso al CPAC di domenica, facendo esplodere la mia casella di posta e la mia promessa di stare lontano dalla politica.

Le ho detto che non sapevo molto delle schede elettorali, o delle macchine per il voto, o di qualche azienda che lei aveva sentito avesse legami con il Venezuela. Non ho seguito Sidney Powell o Lin Wood o i dettagli dei casi che procedono attraverso il sistema. Credo sia stato nel periodo in cui Rudy Giuliani aveva scelto un emporio paesaggistico e di giardinaggio come sede per una conferenza stampa su quello che sarebbe stato il più grande scandalo politico della storia americana, che ho consapevolmente scelto di smettere di prestare attenzione. O forse era la tintura per capelli gocciolante, o qualcosa a proposito di un kraken - è tutto così confuso in questi giorni.


Ma mi sentivo con lei. Non era la prima persona con cui ne avevo parlato e mi sentivo dalla parte di tutti loro. E ho avuto queste discussioni abbastanza spesso da sentirmi autorizzato a ricavarne una teoria generale sulla provenienza di queste persone.



RUSSIAGATE: IL PECCATO ORIGINALE


Come la madre del mio amico, la maggior parte di loro crede ad alcune o a tutte le teorie sulle schede elettorali fraudolente, le macchine per il voto e il resto. Ma se gratti la superficie scoprirai che non sono particolarmente attaccati a nessuna di queste. Le singole teorie sono quasi una sorta di sineddoche, un simbolo concreto che rappresenta un sentimento profondo ma difficile da descrivere: che, qualunque cosa sia accaduta, quelle del 2020 non sono state elezioni presidenziali significativamente democratiche. I ritardi nel conteggio, le modifiche dell'ultimo minuto alle procedure elettorali,la campagna di censura coordinata senza precedenti da parte di Big Tech in difesa di Biden: tutto è stato percepito come il culmine della campagna pan-istituzionale contro Trump che avevano visto svolgersi per oltre quattro anni.


Ora lo negano, ma molti elettori di Trump del 2016, durante le prime fasi dell'indagine sul Russiagate, erano preoccupati. Certo le prove sembravano scarse, e l'idea stessa che gli USA e l'apparato di sicurezza alleato avrebbero permesso a Trump di assumere l'incarico se davvero avessero pensato che potesse essere sotto il ricatto russo era alquanto assurda ai loro occhi. Ma a molti conservatori nel 2016 e all'inizio del 2017 sembrava altrettanto assurdo che le istituzioni di cui si fidavano, e anche quelle di cui non si fidavano, puntassero tutto su una storia senza che dentro ci fosse almeno qualcosa. Immaginate le conseguenze per queste istituzioni se si scoprisse che non c'era nulla.


Ora sappiamo che l'FBI e altre agenzie di intelligence hanno condotto una sorveglianza segreta contro i membri della campagna di Trump sulla base di prove prodotte da agenti politici che lavoravano per la campagna della Clinton, sia prima che dopo le elezioni. Sappiamo che quanti sono coinvolti nell'indagine sapevano che le accuse di collusione facevano parte di una campagna "approvata da Hillary Clinton... denigrare Donald Trump suscitando uno scandalo per denunciate interferenze da parte del servizio di sicurezza russo".


Un tale comportamento, dai Clinton, potevano aspettarselo: la politica è un gioco violento e Hillary ha parecchi scalpi sul suo muro. Ma molte delle persone che hanno visto accadere tutto questo erano tipi da Tea Party, nello spirito se non nei fatti. Danno ai figli una Costituzione tascabile per il loro compleanno. Hanno adesivi per paraurti Yellow Ribbon, sventolano la bandiera POW / MIA sotto il portico a stelle e strisce e arricciano il naso se qualcuno parla durante l'inno nazionale alle partite di pallone. Sono le persone che hanno creduto alle loro istituzioni quando è stato detto loro che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa. Per loro, una comunità di intelligence che usa prove false (compresi documenti falsificati) per spiare una campagna presidenziale è un grosso problema.


Molti liberal se ne stupiranno, ma la maggior parte dei comuni conservatori in realtà conosce il caso Russiagate al dritto e al rovescio. Tutto un ecosistema è spuntato per analizzare ogni nuovo sviluppo, e i conservatori hanno seguito i dettagli con l'avidità di un seguace dei cospirazionisti liberal Seth Abramson o Marcy Wheeler. Quando il mondo ha saputo del famigerato incontro tra i funzionari della campagna di Trump e l'avvocato russo Natalia Veselnitskaya, ciò è sembrato un problema e molti sostenitori di Trump lo hanno preso sul serio. In fondo, anche quelli che respingevano la possibilità di una collusione aperta temevano che uno dei familiari inesperti di Trump o un qualche losco agente infiltrato nella campagna potessero aver fatto qualcosa che, a prescindere dalla sua reale gravità, potesse essere efficacemente sfruttato per influenzare una dozzina di amici di John McCain al Senato.


Poi, i sostenitori di Trump hanno appreso che la Veselnitskaya lavorava con Fusion GPS, la società di ricerca politica e pubbliche relazioni utilizzata dalla campagna della Clinton per formulare e diffondere le accuse di collusione. Hanno appreso che le informazioni anti-Clinton che avrebbero dovuto essere oggetto del famigerato incontro sono state fornite dalla stessa azienda. Hanno saputo che la Veselnitskaya aveva cenato con Glenn Simpson, il proprietario di Fusion GPS, sia il giorno prima sia il giorno dopo l'incontro. Inutile dire che i sostenitori di Trump hanno accolto con scetticismo l'affermazione di Simpson - secondo cui l'incontro della Veselnitskaya con i funzionari della campagna di Trump non era mai emerso durante le loro cene - dato che il contenuto dell'incontro è stato presentato come il peggior tradimento imputabile che la sua azienda era stata pagata per indagare e pubblicizzare.


Non c'è bisogno di rivivere tutti i dettagli della truffa del Russiagate. Il punto è che i conservatori hanno seguito tutto molto da vicino, in tempo reale, e quando i conti non tornavano se ne sono accorti. Dopo che James Comey ha detto a Bret Baier di Fox News che, anche al momento della loro intervista (aprile 2018), non sapeva chi avesse finanziato il dossier Steele, quando il rapporto dell'ispettore generale del DOJ (dicembre 2019) ha mostrato che Comey era stato informato della provenienza del dossier già nell'ottobre 2016, ai conservatori non è sfuggito. E si sono chiesti: perché mentire? Mentire agli investigatori sulla propria conoscenza o coinvolgimento in un atto potenzialmente criminale è spesso interpretato come indice di coscienza sporca.


Questo è stato l'osso che si è bloccato nel gozzo dei conservatori durante i due anni di isteria sulla Russia. Perché Comey avrebbe dovuto mentire sul fatto di sapere da dove proveniva il dossier? Perché le persone coinvolte affermavano di aver visto prove che non sembravano mai materializzarsi? Se lo scopo del Consiglio Speciale era quello di togliere l'indagine dalle mani degli investigatori di linea per evitare l'apparenza di influenza politica, perché è stato il personale dell'ufficio - con noti partigiani - e lo stesso personale dell'FBI che ha originato il caso a supervisionarlo? Perché il rapporto tra l'avvocato russo Veselnitskaya e Fusion GPS è stato accantonato come irrilevante? Perché le persone più informate hanno continuato a insistere che il dossier Steele fosse stato originariamente finanziato dai repubblicani anche quando l'affermazione era stata smentita da molto tempo? Perché i media non si sono posti nemmeno queste più ovvie domande? E perché sono stati dati dei premi a chi si è rifiutato di farle, quelle domande, o ha attaccato ferocemente i giornalisti che le hanno fatte? Questi giornalisti sono persone intelligenti – almeno si presentano in questo modo in televisione. È possibile che domande di questo tipo semplicemente non siano mai venute loro in mente? Sembrava improbabile.


Molti sostenitori di Trump hanno ragionato sul fatto che semplicemente non era possibile portare avanti questa campagna senza un certo grado di coordinamento. Quel coordinamento forse non aveva avuto luogo in stanze piene di fumo (anche se non lo escludevano), ma almeno attraverso incentivi, pressioni e minacce -vaghe ma certe - tutte ben comprese da persone che si muovevano nella stessa classe professionale e sociale, e che si lamentavano di poter "sentire l'odore degli elettori di Trump" quando erano abbastanza sfortunati da dover entrare in un Wal-Mart.


Se c'è stato un tempo in cui i sostenitori di Trump temevano la squadra di scagnozzi di Robert Mueller, quel tempo era passato dalle elezioni di medio termine del 2018. I conservatori sapevano ormai che l'intero caso era un castello di carta, e stavano sbavando alla prospettiva di vederlo far crollare da gente come Jim Jordan e Devin Nunes. E così è stato.

Ma il Russiagate non è stato usato solo per danneggiare Trump nei sondaggi o distrarre dalla sua agenda politica. È stato usato come una minaccia aperta per impedire alle persone di lavorare nella sua amministrazione. Accettare un incarico nell'amministrazione Trump significava essere indagati a vita per tutto ciò che poteva soddisfare il requisito di contenuto anti-Trump della CNN per qualche giorno, indipendentemente dal fatto che la cosa si confermasse o meno dopo i controlli. Molti dipendenti dell'amministrazione si sono dimessi perché in bancarotta a causa delle spese legali dovute a una qualche indagine che i loro antenati avrebbero riconosciuto come operazione politica. Il Dipartimento di Giustizia, la stampa e il governo hanno usato falsità per distruggere vite e sovvertire attivamente un'amministrazione eletta quasi fin dall'inizio. E - forse la cosa peggiore di tutte - una parte della popolazione americana è stata spinta sull'orlo della follia da due anni in cui è stato detto che la politica americana era diventata una versione reale di The Manchurian Candidate. E non da Alex Jones, ma da capi dell'intelligence e politici, amplificati da organizzazioni mediatiche che hanno gettato dietro questa follia ogni grammo della credibilità precedentemente accumulata.


Per due anni, i sostenitori di Trump erano stati chiamati traditori e bot russi per aver votato "la fondina di Vladimir Putin". Erano stati sottoposti a una campagna manipolatoria di due anni da parte di politici, agenzie governative e media d'élite. Era stata necessaria una grande forza d'animo per resistere alla derisione unanime e al disprezzo di queste potenti istituzioni. Ma quelle istituzioni avevano scommesso il loro potere e la loro credibilità, e avevano perso, e ora i sostenitori di Trump si aspettavano una resa dei conti. Quando questa non è arrivata - quando i Greenwald, Taibbis e Matés del mondo non hanno ricevuto indietro i Pulitzer revocati dal New York Times per essersi giustamente e coraggiosamente alzati contro lo tsunami sulla più grande storia politica degli ultimi anni - queste persone hanno abbandonato molte illusioni su come il potere funzioni davvero nel loro paese.


I sostenitori di Trump sanno - penso che tutti lo sappiano - che Donald Trump sarebbe stato messo sotto accusa e probabilmente incriminato se Robert Mueller avesse dimostrato che aveva pagato una spia straniera per raccogliere informazioni dannose su Hillary Clinton da fonti collegate all'intelligence russa e per diffonderle sulla stampa. Molti dei sostenitori di Trump non si sarebbero opposti alla sua rimozione se ciò fosse accaduto. Invece questo è esattamente ciò che la campagna della Clinton ha fatto, ma non ne ha avuto nessuna conseguenza. In effetti, non c'è stata quasi nessuna critica al riguardo.


I sostenitori di Trump sono passati dal preoccuparsi che la collusione potesse essere reale, al sospetto che potesse essere falsa, a vedere la prova che era tutta una truffa. Poi hanno visto come ogni istituzione - agenzie governative, stampa, commissioni del Congresso, università - è passata sopra di loro e li ha manipolati per un altro anno. Fino ad oggi, qualcosa come metà del paese crede ancora che Trump sia stato colto in flagrante mentre tramava con la Russia e sia sfuggito alla forca solo grazie a un tecnicismo del DOJ riguardante l'incriminazione dei presidenti in carica. I conservatori sospettano che entro pochi decenni i liberal useranno il loro potere sulla cultura per garantire che praticamente tutti ci credano. È qui che queste persone - le cui identità politiche sono state per decenni in gran parte definite da una fede ingenua nelle lezioni imparate nella classe civica - hanno iniziato a vedere il contorno di un regime che ha attraversato non solo i confini di partito, ma tutti i confini istituzionali. A loro era stato insegnato che l'America non aveva regimi, ma cos'altro avevano visto uscire dall'ombra per unirsi contro il loro presidente intruso?



THE ESTABLISHMENT UNITED


La propaganda del GOP conta ancora molti conservatori che pensano in termini di partito. Anche il temuto insulto RINO (Republican-In-Name-Only) serve agli scopi del partito, perché implica che i democratici rappresentano un'opposizione inconciliabile. Ma molti sostenitori di Trump vedono chiaramente che il regime è trasversale. Sanno che le stesse istituzioni avrebbero preso parti opposte se la competizione fosse stata di Tulsi Gabbard contro Jeb Bush. È difficile descrivere alle persone di sinistra - abituate a pensare al governo americano come a una cospirazione e svezzate dalle storie su Watergate, COINTELPRO e le armi di distruzione di massa di Saddam - quanto tutto ciò sia stato scioccante e deludente per chi ha incoraggiato i figli e figlie ad andare a combattere per il proprio paese quando George W. Bush ha dichiarato guerra all'Iraq.


Pure, avrebbero potuto gestire lo shock se avesse coinvolto solo il governo. Ma il comportamento della stampa è ciò che li ha radicalizzati. I sostenitori di Trump hanno più disprezzo per i giornalisti che per qualsiasi politico o funzionario governativo, perché si sentono traditi più da loro. L'idea che i gruppi mediatici siano guidati da indici d'ascolto e sensazionalismo negli ultimi anni è diventata sempre meno credibile. Se fosse vero ci sarebbe un microfono in faccia a ogni funzionario del ramo esecutivo per chiedere di sapere cosa intendesse l'ex Segretario del Lavoro quando ha detto che Jeffrey Epstein "apparteneva all'intelligence". I gruppi mediatici sono il braccio propagandistico del regime, e queste persone lo stanno ora vedendo a grandi linee. Niente di ciò che chiunque possa dire farà mai in modo che non lo vedano, punto.


Ciò è profondamente disorientante. Ancora una volta, non stiamo parlando di lettori di Greenwald pre-2016 o anche dei libertari di Ron Paul, che hanno ingoiato mezza bottiglia di pillole rosse molto tempo fa. Queste sono persone che hanno attaccato Edward Snowden per "aver tradito il suo paese" e che solo ora stanno iniziando a vedere che potrebbero essersi sbagliati. Non è perché le parti si siano invertite, né perché siano amareggiati dalla sconfitta. Semplicemente non lo sapevano. Se un paese vuol funzionare a lungo termine, non tutti possono essere rivoluzionari. La maggior parte delle persone deve credere a ciò che vien loro detto e seguire il flusso per la maggior parte del tempo. Loro erano quelle persone. Sono piuttosto conservatore per temperamento, ma per la maggior parte i miei amici politici sono di sinistra. Trascorro gran parte delle nostre conversazioni semplicemente cercando di convincerli che queste persone non sono demoni e che questo momento politico è gravido di opportunità.


Molti sostenitori di Trump non sanno con certezza se le schede elettorali siano state falsificate nel novembre 2020, ma sanno con certezza apodittica che la stampa, l'FBI e persino i tribunali mentirebbero loro se lo fossero. Hanno tutte le ragioni per crederci, ed è probabilmente vero. Hanno visto i media comportarsi come animali per quattro anni. Decine di milioni di persone vedranno sempre Brett Kavanaugh come uno stupratore di gruppo, sulla base di un'accusa non provata, a causa della CNN. E la CNN sembra esserne orgogliosa. Hanno aiutato a guidare un linciaggio contro un ragazzo delle scuole superiori. Hanno fatto il tifo per le rivolte più sanguinose e distruttive degli ultimi decenni.


I conservatori si sono sempre lamentati del fatto che i media avessero un pregiudizio liberal. Amen: credevano che comunque, se messa alle strette, la stampa avrebbe ammesso la verità. Non ci credono più. Ciò a cui hanno assistito negli ultimi anni ha dimostrato loro che i gruppi mediatici diranno e faranno qualunque cosa pur di raggiungere un obiettivo politico o semplicemente rovinare qualcuno che percepiscono come un avversario. Da quando il mio thread casuale su Twitter è finito nelle bocche di Tucker Carlson e Donald Trump, ho ricevuto centinaia di messaggi da persone che mi dicevano di prepararmi a essere preso di mira. Altri dubitano che ciò accadrà, ma anche loro perlopiù pensano che non si tratti di una preoccupazione irrazionale. Abbiamo visto un'anziana signora ricevere minacce fisiche dopo che un giornalista della CNN l'ha avvicinata a casa per accusarla di aiutare le operazioni di disinformazione del Cremlino. Li abbiamo visti minacciare qualcuno di rivelarne l'identità per aver fatto un meme umoristico.


Per tutto il 2020, le aziende di comunicazione hanno usato le loro piattaforme per giustificare e incoraggiare la violenza politica. Time Magazine ci ha detto che durante i disordini del 2020 ci sono state conference call settimanali che hanno coinvolto - tra gli altri - i leader delle proteste, i funzionari locali responsabili della loro gestione e i membri dei media incaricati di riferire sugli eventi. Hanno lavorato insieme alla Silicon Valley per controllare i messaggi sulla crisi in corso ai fini del massimo effetto politico. In caso di vittoria di Trump, la stessa organizzazione aveva manifestanti pronti per essere attivati tramite messaggio di testo in 400 città il giorno dopo le elezioni. Ogni città con una popolazione superiore a 50.000 abitanti sarebbe stata in un caos pre-pianificato e controllato centralmente. In altri paesi la chiamiamo rivoluzione colorata.


Per tutta l'estate, i governatori dell'establishment hanno approfittato del COVID per cambiare le procedure di voto, spesso fra le proteste delle legislature statali. Non è stato solo l'invio di massa di schede elettorali dal vivo: hanno anche abbassato gli standard di corrispondenza delle firme, hanno ridotto i requisiti esistenti di identificazione e notarizzazione degli elettori e altro ancora. Molti, fra quanti stanno leggendo, potrebbero pensare che fossero cambiamenti necessari a causa del virus o per prevenire un potenziale insabbiamento dei voti. Non discuterò il punto, ma il fatto è che la Costituzione degli Stati Uniti afferma chiaramente che "i tempi, i luoghi e il modo di tenere le elezioni ... sono prescritti in ciascuno Stato dalla legislatura dello stesso". Secondo i conservatori, i governatori statali hanno usato il COVID per usurpare incostituzionalmente l'autorità delle loro legislature di modificare unilateralmente le procedure di voto pochi mesi prima di un'elezione, al fine di aiutare Biden a compensare un enorme divario di entusiasmo giocando con il sistema di voto per corrispondenza. Gli avvocati possono discutere sulla legittimità delle modifiche procedurali; il punto è che i conservatori credono intimamente - e penso che probabilmente abbiano ragione - che i casi sarebbero stati trattati in modo diverso, sia nei media che in tribunale, se le parti fossero state invertite.


E poi è arrivato lo scandalo del laptop di Hunter Biden. I liberal sminuiscono l'incidente insistendo - dopo quattro anni di ossessione per le attività dei figli di Trump - che non sono interessati al comportamento dei familiari di un candidato. Ma il punto non è assolutamente questo. Big Tech ha condotto una campagna di censura coordinata contro un importante giornale americano, mentre il resto dei media ha diffuso propaganda per proteggere un candidato politico. E ancora una volta, la campagna ha attraversato i confini istituzionali, con dozzine di ex funzionari dell'intelligence che hanno gettato il loro peso dietro l'affermazione infondata e ora screditata che il laptop facesse parte di una campagna di disinformazione russa. Quella bugia è stata promossa dalle aziende Big Tech, mentre le vere informazioni riportate da The New York Post sui contenuti del laptop sono state oscurate. Questo è ciò che è accaduto.


Le stesse aziende tecnologiche ora ammettono che è stato un "errore" (il CEO di Twitter Jack Dorsey ha detto che è stato un errore e si è scusato) ma le elezioni ormai sono andate e Joe Biden ha nominato un dirigente di Facebook sui regolamenti governativi come suo arbitro etico: quindi a chi importa, no? Non c'è bisogno di dire che se il New York Times avesse avuto il laptop di Donald Trump Jr., pieno di foto di lui che fuma crack e fa sesso di gruppo, o di luridi drammi familiari ed e-mail con discussioni piuttosto dirette sull